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Olio filtrato? Si o no?

È migliore un olio filtrato o un olio non filtrato?
Non è facile rispondere in breve a questa domanda, perchè la risposta dipende da tante variabili in gioco.

Sicuramente se le olive sono buone, raccolte al momento giusto e molite per bene, senza fretta, l’olio che se ne ottiene è un olio che parte bene.

Poi entra in gioco la conservazione. Se l’olio viene conservato bene, in assenza di aria, al buio e senza che subisca eccessivi stress termici, o meglio ancora a temperatura costante, è evidente che l’olio manterrà molto meglio e più a lungo le sue caratteristiche organolettiche positive, i profumi e il sapore.

Viceversa, se un olio viene conservato male, al sole e poi al freddo, in un contenitore aperto e mal sigillato… non possiamo certo pretendere che conservi quei bei profumi e sapori che magari aveva quando appena fatto.

Anche partendo da olive sane e belle, spesso in frantoio, a causa dell’eccessiva quantità di prodotto da lavorare e per ridurre i tempi di attesa delle olive nell’olivaio, si tende ad accelerare la lavorazione, aumentando le temperature di lavorazione e spingendo le macchine a lavorare quantità superiori alle loro potenzialità.
Questo va a detrimento della qualità dell’olio, ma soprattutto, della conservabilità, nel tempo, dell’olio stesso, poichè il prodotto che si ottiene è più sporco e quindi la filtrazione diventa non opportuna, ma necessaria.
Ecco perchè molto spesso, dopo l’estrazione si tende a filtrare l’olio.

Poi, sui sistemi di filtrazione, si apre un altro capitolo abbastanza ampio, ma di questo ne parleremo un’altra volta.

Nell’immediato, a supporto di quanto sopra, vi consiglio di leggere (da qui) un articolo interessante pubblicato da ‘Teatronaturale‘.

A proposito, noi non filtriamo i nostri olii, preferiamo fare le cose per bene, con i giusti tempi, senza correre.

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